Contratto trasloco: riferimenti normativi

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Contratto trasloco giurisprudenza

Contratto trasloco: quando si deve affrontare un trasloco in un nuovo appartamento, è necessario rivolgersi a una ditta di traslochi che sappia quantificare ogni singola operazione per portare a termine il trasferimento. I motivi sono molteplici: basti pensare alla comodità di affidare a terzi tutte le incombenze relative a un trasloco, come lo smontaggio e il rimontaggio dei mobili, l’imballaggio, e il trasporto degli ingombri. Tuttavia, anche dopo un’analisi attenta dei preventivi offerti dalle varie imprese, è difficile scegliere l’azienda più adatta ad occuparsi del nostro trasloco. Ecco perché è utile avere presenti le norme giuridiche per il contratto del trasloco che regolano il rapporto fra traslocante e traslocatore, oltre alle regole che una ditta di traslochi dovrebbe necessariamente rispettare.

Contratto trasloco: le norme giuridiche che regolano la stesura contrattuale di un trasloco

Per scegliere fra la vasta proposta di imprese più o meno strutturate che assicurano traslochi facili e veloci a prezzi imbattibili, bisogna innanzitutto far riferimento alla Legge 6 giugno 1974, n. 298. La legge regola la “Istituzione dell’albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, disciplina degli autotrasporti di cose e istituzione di un sistema di tariffe a forcella per i trasporti di merci su strada.” Per questo motivo è fondamentale rivolgersi alle ditte iscritte all’albo nazionale, tenuto regolarmente presso il Ministero dei Trasporti. Altro decreto importante in materia di autotrasporti rimane il decreto legislativo n. 395 del 2000, che regola l’iscrizione delle imprese all’albo e disciplina l’attività di trasportatore su strada per conto terzi. Inoltre, dal comma 247 al comma 250 della Legge di stabilità 2015, si è provveduto all’integrazione del Decreto Legislativo 286/2005 e l’articolo 83-bis del Decreto-Legge 112/2008, rivoluzionando la disciplina dell’autotrasporto per conto terzi. La figura del committente è stata modificata, introducendo il concetto della sub-vettura, la cui manutenzione è a carico del vettore e non del committente su richiesta del servizio. È inoltre il committente che dovrà verificare obblighi retributivi, previdenziali e assicurativi da parte del soggetto incaricato al trasporto, prima della stipulazione del contratto mediante attestazione rilasciata dagli enti previdenziali. Infine l’abrogazione dell’articolo 7-bis del Decreto Legislativo 286/2005 toglie l’onere della scheda di trasporto, mentre il nuovo comma 4 dell’articolo 83-bis ristabilisce l’autonomia contrattuale abrogando la disciplina sui costi minimi di esercizio.

 

Contratto Trasloco

Organizzare un trasloco: come stipulare correttamente il contratto

Le imprese che non sono in possesso delle autorizzazioni o che non rispettano le normative del contratto di trasloco, potranno incorrere in sanzioni economiche di varia natura, fino all’interdizione dall’attività. Fortunatamente, il conduttore non viene coinvolto nelle sanzioni destinate all’azienda di traslochi, ma potrebbero sorgere fastidiose problematiche qualora si verifichino dei contenziosi con il traslocatore. Per questo motivo, anche quando il trasloco potrebbe sembrare semplice e veloce, come nei casi in cui non si debba provvedere al trasporto di mobili, è sempre meglio rivolgersi a ditte autorizzate. Solitamente una valida ditta di traslochi, una ancor prima di essere selezionata con la convalida del preventivo, effettua un sopralluogo presso l’appartamento o l’abitazione da dove si ha intenzione di traslocare. Questo accorgimento è necessario per stimare con dovuta precisione la quantità di mobilio da spostare e le eventuali difficoltà logistiche che la ditta potrebbe incontrare. In seguito all’abrogazione del comma 4 relativo all’articolo 83-bis del Decreto Legislativo 286/2005, si procede alla contrattazione libera fra le parti per la determinazione del prezzo relativo al servizio.

Le norme per definire il prezzo di trasloco senza tariffa vincolante

Il sopralluogo serve anche a determinare a livello giuridico l’inquadramento del contratto di trasloco, dal momento che non è disciplinato né dal codice civile, né da altre tipologie di tutela legale. Determinare con esattezza quali siano le norme da applicare può aiutare fin da subito a non avere sorprese al momento del trasloco stesso, o del saldo del preventivo. Secondo le norme che regolano l’inquadramento del trasloco a livello giuridico, la stipula di un contratto scritto non è obbligatoria. Tuttavia, è sempre consigliabile eseguirla, dal momento che potrebbe risultare decisiva in ambito assicurativo. Al contratto è sempre consigliabile allegare un inventario dei beni consegnati alla ditta di traslochi, con indicazione di caratteristiche particolari, come ad esempio la fragilità di un bene. La stipula del contratto di trasloco aiuta nel caso in cui si verifichino danni agli oggetti inseriti in inventario durante le operazioni di trasloco. È infatti possibile ricorrere alla responsabilità contrattuale, oltre alla possibilità di applicazione dell’ articolo 2051 alla voce “Danni da cose in custodia”. In questo caso, sarà necessario dimostrare la responsabilità di tipo oggettivo qualora non venga dimostrato, dalla parte citata in causa, un danno dovuto ad evento o circostanza fortuita.

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